Arte a Caltanissetta

L’arte a Caltanissetta si manifesta attraverso i meravigliosi edifici sia civili che ecclesiastici.

Il fulcro di Caltanissetta è la piazza centrale ovvero la Piazza Garibaldi, dove è situata la Cattedrale chiamata anche S. Maria la Nova.
Essa fu eretta tra 1570 ed il 1622. Essa è adornata da due campanili.

L’arte presente a Caltanissetta rispecchia, per lo più, un aspetto moderno con testimonianze sia dell’arte Medievale che Barocca.
Dirimpetto alla Cattedrale si erige la Chiesa di S.Sebastiano.
Essa fu eretta come omaggio al Santo per aver liberato la città dalla peste.
Il campanile aggiunto nel 1891 è un esempio caratteristico dell’architettura Rinascimentale ed è ricco di elementi.
La Chiesa di S.Agata al Collegio fu costruita per i Gesuiti nel 1605 sui resti di un’altra preesistente Chiesa.
L’adiacente Collegio ospita la Biblioteca Comunale “Luciano Scarabelli” ed il Liceo Musicale.
Un altro edificio del clero, che rientra nel patrimonio dell’arte a Caltanissetta, da visitare è senza dubbio la Chiesa di S. Domenico.
Essa fu eretta nel 1400 sui resti di un Convento Domenicano, la sua edificazione fu fortemente voluta dalla famiglia aristocratica Moncada.
Essa venne ristrutturata più volte nei successivi secoli.
Di storica importanza per l’arte a Caltanissetta è la Chiesa di Santa Maria degli Angeli con l’annesso Convento.
Si colloca a ridosso del Castello Pietrarossa e fu eretta in periodo Normanno.
Nel 1873 la Chiesa venne utilizzata in qualità di un magazzino e caserma militare, da qui iniziò la sua crescente decadenza.
Purtroppo il suo interno ormai è di scarna presenza ma conserva un portale Gotico del Trecento di meravigliosa bellezza.
Misteriosa importanza aleggia presso il Castello Pietrarossa, o meglio nei resti che ne rimangono.
Di sicuro è considerata un’altra strabiliante espressione dell’arte a Caltanissetta.
La sua origine è stata argomento di dibattito.
Alcuni danno per valida la nascita durante la dominazione Araba, sui resti di antichi insediamenti appartenenti alle popolazione Sicana, altri con i Normanni.
Fu sede di riunione per la nomina dei quattro Vicari per governare l’Isola durante la minore età della regina Maria.
La fortezza venne per gran parte distrutta da un fortissimo terremoto nel 1567.
Nel Museo archeologico, situato accanto all’Abbazia di Santo Spirito, si conservano molti suppellettili dell’arte a Caltanissetta.
Di notevole importanza è una raffigurazione di un Tempietto in terracotta risalente alla presenza dei Sicani, quindi antecedente alla dominazione Greca e vari oggetti appartenenti alle necropoli di Mazzarino.

L’arte a Caltanissetta abbraccia anche quel che riguarda l’aspetto archeologico, infatti il territorio Nisseno raccoglie importantissimi reperti archeologici.

Ricordiamo le rovine di Sabucina dove sono stati rinvenuti suppellettili fondamentali che attestano la presenza della civiltà Sicana a Caltanissetta.
In particolare sono stati ritrovati i resti delle capanne da loro utilizzate con base circolare e delle cinta murarie risalenti alla successiva dominazione Greca.
Altra base archeologica da visitare sono le rovine di Gebel- Habib, dove sono stati ritrovati anche qui resti della civiltà dei Sicani e la successiva civiltà Ellenizzata.
Si pensa che questo sito archeologico possa essere l’antica Nissa da cui sarebbe derivata Caltanissetta.
Dai ritrovamenti effettuati si è risaliti alla struttura di questo villaggio composto da abitazioni all’interno di regolari isolati, ed una considerevole rete di strade che si incrociano ad angolo retto.

Per quel che riguarda gli edifici civili ricordiamo, per imponenza ed eleganza, il Palazzo Moncada.
Fu edificato per volontà del Principe Luigi Guglielmo di Moncada I.
La sua costruzione iniziò nel 1625, rimase incompiuto perché il Principe Guglielmo dovette abbandonare la Sicilia per altri incarichi lavorativi.
Il palazzo venne poi acquistato dalla Principessa di Bauffremount che lo adibì a sede di manifestazioni teatrali.
Il palazzo ospita gallerie d’arte dove sono esposte anche opere dello scultore Nisseno Michele Tripisciano.

Di naturale bellezza è la Villa Amedeo in onore ad Amedeo di Savoia, costruita nella prima metà dell’Ottocento per volere di Francesco I, Re delle Due Sicilie.
Funge da giardino pubblico, è ornata da monumenti rappresentanti uomini illustri come ad esempio Garibaldi, Mazzini, Rossini ecc..
Caratteristica è la fontana in marmo al suo interno che rappresenta Cupido ad opera dello scultore Palermitano Cervello.