Maccalube di Terrapelata, Caltanissetta

Le Maccalube di Terrapelata, o conosciute anche con il nome di “Vulcanelli”, si trovano poco distanti dal centro della città di Caltanissetta.

Il nome del posto deriva dall’aspetto “pelato” del terreno nudo e liscio.
Mentre il nome Maccalube deriva dall’arabo “maqlub” che significa terra che si rivolta, spiegando letteralmente l’effetto del vulcanesimo sedimentario.
In sostanza le Maccalube di Terrapelata sono dei piccoli vulcani di fango, formati grazie al fenomeno conosciuto con il nome di vulcanesimo sedimentario.
Il fenomeno consiste nell’emissioni di gas ed acqua su di una superficie di terra non propriamente solida.
Infatti la Maccaluba si genera in terreni argillosi non proprio consistenti, che presentano irregolarità ed instabilità, perché alternati a tratti da livelli di acqua salmastra.

Il processo nasce dall’espulsione del gas, formatosi dalla decomposizione di animali o vegetali durante i milioni di storia della Sicilia.
Il gas rimasto intrappolato sotto terra, a causa di spostamenti e movimenti delle zolle terrestri, crea una certa pressione e trova sbocco attraverso terreni argillosi, come quello presente a Terrapelata di Caltanissetta.

La temperatura varia tra i 21° ed i 25° e la consistenza dell’eruzioni di Terrapelata sono per lo più liquide, che non permettono una vera e propria formazione di coni vulcanici.

A differenza invece, delle Maccalube di Aragona in provincia di Agrigento, dove la consistenza è più argillosa e l’eruzione ha un carattere più esplosivo.
Solo nel 2002 e nel 2008 si sono registrate delle attività di eruzione più forti a Terrapelata, che hanno visto nascere una vasta collina di argilla e fango.
La presenza dei “Vulcanelli” a Caltanissetta è segnalata, oltre nella zona di Terrapelata, anche nelle vicinanze della Valle dell’Imera Meridionale e della Riserva di Capodarso, dove si trovano le importanti miniere di zolfo di Caltanissetta.

Riserva Naturale Orientata Biviere di Gela

La Riserva Naturale Orientata Biviere di Gela è un’area naturale, che si trova in provincia di Caltanissetta.

La Riserva si estende nella zona limitrofa al lago Biviere, da cui prende il nome.
Fino al 1500 la Riserva Naturale Orientata Biviere di Gela era prettamente una zona paludosa di acqua salmastra, poichè il lago Biviere era collegato ed alimentato direttamente dal mare.
Successivamente nel 1600 la palude venne trasformata in un lago di acqua dolce, grazie ad un collegamento sotterraneo al fiume Dirillo.
La Riserva Naturale Orientata Biviere di Gela, grazie alla sua posizione ed al suo clima, rappresenta una meta quasi obbligatoria durante la migrazione degli uccelli acquatici.
Infatti qui sostano per il periodo invernale, prima di proseguire il loro viaggio verso il Nord dell’Europa.
Per quel che concerne la fauna sappiamo che, La Riserva Naturale Orientata Biviere di Gela, ospita più di 200 specie di uccelli migratori.
Tra le specie più rare ricordiamo la presenza della “Moretta Tabaccata” ed il “Mignattaio”, mentre in estate si può intravedere la rarissima “Pernice di Mare”.

Mentre, riguardo alla la flora della Riserva Naturale Orientata Biviere di Gela, ricordiamo che a primavera si possono intravedere alcune particolari orchidee selvatiche, tra cui la rarissima Ophrys oxyrrhynchos.
Inoltre per gli appassionati di piante e fiori ricordiamo la presenza di un’altra pianta rarissima, presente solo nell’area del Golfo di Gela, la Leopoldia Gussonei.

La Leopoldia è una pianta bulbosa i cui piccoli fiori gialli sbocciano in primavera.
Per rendere la visita della Riserva Naturale Orientata Biviere di Gela più completa è stato istituito un Centro Visite, ovvero un punto in cui si possono chiedere le informazioni necessarie.
Qui il visitatore potrà decidere quale percorso naturalistico intraprendere con la presenza, per chi lo desiderasse, di guide esperte che potranno dare le giuste informazioni sui posti, flora e fauna della La Riserva Naturale Orientata Biviere di Gela.