Storia di Caltanissetta

La storia di Caltanissetta, a differenze di altre città della Sicilia, non è di facile ricostruzione a causa della mancanza di documenti che ne testimoniano le varie tappe soprattutto in età preistorica.

La storia di Caltanissetta in età preistorica risale ad una data molto approssimativa che va dal V al III millennio a.C.
Testimonianze della presenza dell’uomo in questa epoca sono dei ritrovamenti archeologici di sepolcri a camera scavati nella roccia.

Di notevole importanza nella storia di Caltanissetta sono i ritrovamenti di resti di insediamenti nel villaggio di Sabucina e sul monte Gabal al Abib, il cui nome significa “la montagna panoramica” .
Entrambi i siti archeologici testimoniano antichi insediamenti di origine Sicana.
Non è facile individuare quale fu il primo nucleo urbano a formarsi fra questi due importanti luoghi archeologici Nisseni.
Molte fonti storiche, però, quotano il monte Gabal al Abib come sede dell’antica Nissa.
Testimonianza dell’uso della parola Nissa è data da un’epigrafe risalente all’arrivo dei Greci in Sicilia nel VII secolo a.C..
Dopo la fine delle Guerre Puniche subentrò la dominazione Romana in Sicilia, seguita dall’arrivo dei Bizantini che probabilmente costruirono il Castello di Pietrarossa, argomento che è attualmente oggetto di grande dispute per la collocazione delle sue origini.
Poi ci fu la dominazione Araba, durante la quale i Saraceni denominarono la città “Qal- at- al- nisa” che significa Castello delle Donne.
Purtroppo di queste dominazioni abbiamo scarse testimonianze nella storia di Caltanissetta per cui risulta essere più una serie cronologica delle varie dominazioni senza molto spessore storico o storiografico.

La storia di Caltanissetta di cui si hanno dei documenti e quindi certezza storica, trova spazio con la dominazione Normanna che iniziò nel 1087 con a capo Ruggero Normanno.
Durante questo periodo si trasformò l’antico nucleo di Caltanissetta che venne diviso in proprietà terriere distribuite ai vari membri della famiglia Reale.
Nella successiva dominazione Aragonese Caltanissetta divenne una Contea nel 1296 appartenente a Corrado Lancia e successivamente, seguendo i fatti storici, Gugliemo Peralta divenne Signore di Caltanissetta.
Egli è ricordato perché radunò presso il Castello di Pietrarossa i quattro uomini più potenti della Sicilia, fra cui Manfredi Chiaromonte, Francesco Ventimiglia e Alagona.
Essi si appropriarono dei territori Siciliani dividendo l’intera Isola in 4 parti, ovvero una parte per ciascuno di loro.
Questo fu il periodo storico in cui si instituì il Governo dei 4 Vicari in Sicilia che durò fino al 1392.
Dopo varie vicissitudini nel 1407 la città di Caltanissetta passò come dominio feudale alla famiglia dei Moncada di Paternò fino all’abolizione del feudalesimo in Sicilia nel 1812.

Durante il periodo Borbonico Caltanissetta divenne capoluogo di provincia ed i Nisseni riconoscenti di questa onorificenza decisero di non partecipare ad i Moti separatisti di Palermo nel 1820.
Ne conseguirono parecchi saccheggi ad opera di bande Palermitane, da qui probabilmente risale l’avversità fra le due città.
Successivamente prese parte ai Moti indipendentisti del 1848-49 guidati da Ruggero Settimo e proprio qui venne firmata la resa dei rivoluzionari.
Nel 1860 la città venne occupata dai Garibaldini per essere poi unificata, insieme all’intera Sicilia, al Regno d’Italia.
Gli anni successivi all’Unificazione furono anni di grande prosperità economica nella storia di Caltanissetta, legati all’intensa attività svolta nelle miniere.
Il commercio che si sviluppò grazie all’estrazione e lavorazione dei materiali minerari la fece diventare un caposaldo, sia in ambito Italiano che estero, nel commercio dello zolfo.

Nella storia di Caltanissetta non sono da dimenticare alcune tragedie causate da esplosioni all’interno di queste miniere.
Fra le quali ricordiamo una delle più pesanti tragedie avvenute nella miniera di Trabonella che causò ben 43 vittime, provocando il lutto in molte famiglie Nissene.
La II Guerra Mondiale con i suoi ingenti bombardamenti causò morte e distruzione e cancellò gran parte del patrimonio culturale appartenente alla storia di Caltanissetta.
Furono più di 800 le vittime civili in tutta la città e provincia.